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La serie dello zecchino d’argento da 10 lire (al peso legale di 45,47 g.) le sue frazioni e i suoi multipli
Nicolò Contarini doge XCVII, 1630-1631

No.: 127
Estimate: EUR 25000
d=48 mm

Zecchino d’argento, battuto in oro al valore di 100 lire, pari a 10 zecchini d’oro, AV 34,61 g. NICOL CONT S M VENET S. Marco, nimbato, stante a s., porge con la mano d. il vessillo al Doge genuflesso; lungo l’ asta, D V X. All’esergo, le sigle del massaro obliterate con rosette. Rv. SIT T XPE DAT Q TV – REGIS ISTE DVCAT Il Redentore, benedicente, stante di fronte entro aureola ellittica. CNI –. Papadopoli –.
Della più insigne rarità. Piccolo foro di sospensione, altrimenti buon BB


Ex collezione Gavazzi, numero d’inventario 618.
Si tratta del primo pezzo da 100 lire emesso ufficialmente nella storia della numismatica italiana. Infatti solo nel periodo 5/09/1608 – 12/05/1635 si ebbe la parità 1 zecchino d’oro = lire 10,00. Per di più lo zecchino d’argento, che venne emesso unicamente in questo periodo, rispettava con esattezza tale metrologia, allineata per pochi anni sui rapporti di mercato tra oro e argento. È sicuramente un’emissione ufficiale (cfr. Papadopoli, vol. III, pag. 1047), come anche attestato dall’obliterazione delle iniziali del massaro agli argenti, D B (Domenego Basedonna), effettuata al fine di marcare il passaggio della coniazione alla responsabilità del primo ufficiale di zecca, anche massaro all’oro. Si confronti ancora: Papadopoli tav. LXX, 2 = CNI 27, altro pezzo da 100 lire, tuttavia ottenuto con il conio del mezzo zecchino d’argento (coll. Papadopoli e museo Bottacin). Questo esemplare: diametro mm 46,5. Un solo pezzo simile è noto, ex coll. Conte Brunacci, asta P.&P. Santamaria, 1958, dichiarato BB, ma di peso scarso, 34,40 g.