No.: 279
Estimate: EUR 20000
d=37 mm
Osella d’oro da 4 zecchini 1797, detta del Lido. AV 13,93 g. MVNICIPALITAS PROVISORIA VENETA Veduta di un edificio in fiamme da cui escono due personaggi che mettono in salvo dei barili di polvere da sparo. Rv. URBIS / SERVATORIB / BENEMÆRENS /
c PATRIA d / AD LITUS { / EXPLOSIONE / REPARATA / 1797 entro corona. CNI 4 (collezione ex reale, conservazione C3). Jesurum –, cfr. pag. 339 (osella in argento). cfr. Paolucci II 287 (in argento, in oro menzionata nella susseguente nota).
Della più grande rarità. Schiacciatura di conio al rv., q.Spl
Ex asta Finarte 874, 1993, 461.
Partendo dall’usuale considerazione che il termine osella deve riservarsi alle emissioni dogali, va innanzitutto osservato che la fattura dell’esemplare qui presentato rivela senza alcun dubbio l’impiego dei macchinari automatici, con i relativi tipici difetti di esecuzione, dei quali la zecca venne provveduta a partire dall’anno 1755. Inoltre il fatto che tutti gli esemplari battuti in oro conosciuti corrispondano ai pesi legali dei nominali allora correnti (un pezzo, unico, da 8 zecchini al peso di 27,93 g., e tre pezzi, tutt'al più 4, mediamente al peso di 13,90 g., pari a 4 zecchini) ed hanno il taglio ornato (a differenza di quelli battuti in argento che hanno pesi disparati e taglio liscio) dimostra che i pezzi sono coniazione ufficiale dell’Autorità che nel 1797 prese il potere nella Repubblica, e, nello stesso tempo, che i pezzi in argento sono in pratica medaglie di altro significato e valore anche se rari e ricercati. Pertanto i pezzi in oro sono da considerarsi emissioni di benemerenza con valore di moneta, se l’Autorità Provvisoria intese avvalersi dei poteri in precedenza del Senato oppure vere e proprie oselle se furono emesse a commemorazione di un fatto avvenuto nell’anno, nella continuazione della tradizione e avvalendosi del potere dogale che, di fatto, la così detta Municipalità aveva assunto come espressione d’organo rivoluzionario. In tutti i casi l’osella del Lido, 1797, battuta in oro, è considerata dal collezionismo numismatico il sigillo di chiusura dell’intera serie.