Numismatica Ars Classica   |   Auction 112   |   15 December 2018 Sort by Lot-NumberSort by Estimate
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Lot 64





Estimate: 35'000 EUR   |   Starting price: 28'000 EUR Online bidding closed
Monete di zecche italiane
Napoli
(§) Filippo IV di Spagna, 1621-1665. Ducato 1622, AR 29,83 g. PHILIPPVS IIII DEI GRA Busto giovanile radiato e corazzato a d.; dietro, MC/C (Michele Cavo, maestro di zecca e Francesco Antonio di Costanzo, maestro di prova) e sotto, nel giro, 1622. Rv. HISP VTRIVSQ SICILIE REX Stemma coronato. Pannuti-Riccio 14. MIR 239. Olivares 254.
Rarissimo. Conservazione eccezionale, sicuramente uno dei migliori
esemplari esistenti. Patina di medagliere, q.Fdc
Filippo IV a soli sedici anni si trovò ad essere il sovrano di domini immensi, per estensione e popolazione, purtroppo il suo carattere rispecchiava l’indecisa personalità paterna. Dimostrò abulia nella condotta degli affari di Stato e travagliato dagli intrighi di corte delegò pienamente il potere al duca di Olivares fino al 1643 e poi a don Luigi de Haro. Filippo IV sposò in prime nozze la figlia del re di Francia, Enrico IV, Elisabetta di Borbone e, nel 1649, in seconde nozze, Anna Maria d’Austria, figlia di Ferdinando III, poi madre dell’infante principe Carlo. Il suo regno fu segnato da cruente guerre e cocenti sconfitte tra cui vale la pena ricordare quelle che portarono all’indipendenza del Portogallo nel 1640 e a quella, dopo la pace di Westfalia del 1648, delle Province Unite. Le continue vessazioni che oppressero i napoletani durante questo regno culminarono nel 1647 con la rivolta capeggiata da Masaniello. La vera causa di questa rivoluzione non fu, come comunemente accettato, l’introduzione della nuova gabella sulla frutta, ma la cattiva situazione della moneta circolante che, continuamente adulterata nel titolo e nel peso dalle autorità spagnole, veniva immessa in circolazione ma non accettata per il pagamento delle imposte, che venivano riscosse in ragione del peso e non dell’impronta. Va specificato che la moneta realmente circolante a Napoli per il popolo era quasi esclusivamente il mezzo carlino (zanetta) e per la borghesia il carlino e il doppio carlino. L’unica emissione dello scudo in buon argento durante questo regno è quella del 1622, conosciuta in pochissimi esemplari, il che ci fa pensare a una coniazione limitatissima.

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